Roberta Zadra: pittrice scultrice
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Roberta Zadra: pittrice scultrice

RZ

ROBERTA ZADRA

BORDELLO 2020

Ciascuno di noi ha cercato, probabilmente spesso fallendo nel risultato, di dare una risposta ai tanti perché sorti negli ultimi due anni.
A dire il vero, già il porsi in un atteggiamento reattivo di fronte a forti o presunte restrizioni, dà valore al nostro essere animali sociali.

C’è chi, allo stesso tempo, rifugge da pratiche collettive e vuole combattere da solo alla ricerca della solitudine; quella ricerca individuale che, solo paradossalmente, è utile per evitare l’isolamento ed è forse una delle più grosse opportunità creatasi negli ultimi tempi.
Si tratta di spolverare, illuminare e nel contempo abbandonare qualcosa.

Nasce dentro un vortice simile, ma non è stato un processo conscio, la serie Bordello 2020.

È davvero un posto poco raccomandabile o un vero e proprio rifugio? Non si sa, perché non è espresso in forma precisa e non appare mai in questi disegni in bianco/nero.

Ci sono tratti leggeri ma precisi a ritrarre delle donne sole, solo alle volte accompagnate da figure maschili.

Corpi intriganti perché spaventosamente simili a quelli di tutti noi. E per questo vivi, oltre l’assurdo canone di bellezza imposto.
Non si sa se il nero che li contorna sia il loro rifugio o l’ombra che tentano di abbandonare. Questo perenne bilico ci fa oscillare; può mettere timore. Ma ci spinge a saltare di qua o di là, per ritrovarci.

RZ

ROBERTA ZADRA

BORDELLO 2000

Ciascuno di noi ha cercato, probabilmente spesso fallendo nel risultato, di dare una risposta ai tanti perché sorti negli ultimi due anni.

A dire il vero, già il porsi in un atteggiamento reattivo di fronte a forti o presunte restrizioni, dà valore al nostro essere animali sociali.

C’è chi, allo stesso tempo, rifugge da pratiche collettive e vuole combattere da solo alla ricerca della solitudine; quella ricerca individuale che, solo paradossalmente, è utile per evitare l’isolamento ed è forse una delle più grosse opportunità creatasi negli ultimi tempi.

Si tratta di spolverare, illuminare e nel contempo abbandonare qualcosa.

Nasce dentro un vortice simile, ma non è stato un processo conscio, la serie Bordello 2020.

È davvero un posto poco raccomandabile o un vero e proprio rifugio? Non si sa, perché non è espresso in forma precisa e non appare mai in questi disegni in bianco/nero.

Ci sono tratti leggeri ma precisi a ritrarre delle donne sole, solo alle volte accompagnate da figure maschili.

Corpi intriganti perché spaventosamente simili a quelli di tutti noi. E per questo vivi, oltre l’assurdo canone di bellezza imposto.

Non si sa se il nero che li contorna sia il loro rifugio o l’ombra che tentano di abbandonare. Questo perenne bilico ci fa oscillare; può mettere timore. Ma ci spinge a saltare di qua o di là, per ritrovarci.

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BORDELLO 2020
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