Pillole: l’informatica a piccole dosi per i non praticanti.

“Ho una fotocamera digitale di ultima generazione!”
“Oggi il digitale ha raggiunto la nitidezza dell’analogico!”
Perfetto, fase d’effetto, ma che vuol dire?
La fotografia analogica è semplicemente la vecchia fotografia a pellicola: l’immagine era impressa grazie alla differente reazione dei componenti chimici che riuscivano a catturare l’immagine con i suoi milioni di sfumature cromatiche su questo supporto.

E il digitale?
La fotocamera digitale “frulla” la luce che entra nell’obiettivo in milioni di puntini (pixel) ogni puntino è registrato con un numero e con una precisione (profondità di colore) che può variare da un dispositivo all’altro.

    • Se la profondità colore è di 8 bit (un byte = 11111111) ogni puntino registra 256 colori, una vera  miseria;
    • Se è 16 bit (2 byte = 11111111 11111111)  i colori per punto diventano 65.536 per delle buone sfumature cromatiche;
    • L’apoteosi si raggiunge a 32 bit (4 byte = 11111111 11111111 11111111 11111111) ovvero 4.949.967.296 gradazioni di colore per puntino.

Facile vero? ma non è così!

Il 32 bit (true color) in realtà fa un eccezione; dei 32 bit solo 24 sono utilizzati per codificare il colore, gli altri 8 sono utilizzati ad altro o inutizzati.Le gradazione del ns. “povero” pixel sono “solo” 16.777.216.Vi sembra poco? provate ad immaginarvi 16 milioni di colori diversi se ci riuscite!I puntini diventati numeri (digit) formeranno una matrice rettangolare di milioni di numeri (in uno schema simile a quello della battaglia navale).
Se pensiamo ad una battaglia navale (sensore) di 2.000 caselle orizzontali e 1.000 verticali eccoci alla presenza di un “misero” sensore da 2 Megapixel (ergo 2 milioni di numeri che indicano altrettante sfumature di colore). Non per vantarmi ma la mia fotocamera ha ben 23 megapixel. Fate voi i conti (io mi sto’ stancando) quante righe e quante colonne ha la mia battaglia navale … oops! scusate il sensore della mia fotocamera!

Il digitale quindi altro non è che la capacità di “frullare” cose ed eventi, la cui essenza è analogica, in numeri (musica, video, coordinate geografiche …). Una volta spezzato l’oggetto in numeri (digit) lo si trasforma in binario (non quello del treno, bensì in cifra binaria), si dà in pasto agli aggeggi “informatici” sempre più veloci ed indiavolati, et voilà,  il gioco è fatto!

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